Finito il Natale aspettiamo, come di consueto, l'anno nuovo pieni di previsioni, dubbi e ci chiediamo continuamente:
che cosa ci possiamo aspettare dal 2012?
Come abbiamo potuto costatare i prezzi sono sempre più influenzati da componenti esterne e non dai fondamentali di economia, mostrando sempre più attenzione alla crisi del debito che ha influenzato e continuerà ad influenzare anche nei prossimi mesi l'andamento dei mercati.
In questi ultimi mesi le incapacità delle autorità europee di far fronte ad importanti decisioni e la lentezza delle stesse rispetto alla velocità del mercato, ha deteriorato ulteriormente il quadro macro economico portando a sfiduciare gli operatori e quindi aggravare ancora la situazione economica, portando ad un rallentamento dell'economia preoccupante e di difficile ripresa.
I dati dell'OCSE parlano chiaro,
Italia in recessione nel 2012 con un calo del Pil dello 0.5% e una conseguente salita della disoccupazione dello 0.2%, alcune fonti stimano che si perderanno circa un milione di posti di lavoro.
Questi dati ci portano quindi a pensare che ancora dei primi 6 mesi del nuovo anno avremo una forte turbolenza sui mercati con conseguente alta volatilità, senza contare che i paesi europei dovranno far fronte ad una ingente raccolta di fondi per poter finanziare l'attività di bilancio.
Tuttavia di fronte a questo scenario molti analisti pensano che lo scenario sia simile alla crisi post Lehman e con l'iniezione di liquidità sui mercati potremmo assistere ad ridimensionamento del cambio EUR/USD con conseguente ripresa dei mercati azionari.
Altra cosa di cui abbiamo spesso parlato nel 2011 è il
divieto di short selling sui titoli finanziari che va avanti da Agosto e che non ha portato nessun risultato accettabile, anzi ha proprio diminuito quella liquidità di cui parlavamo sopra portando i
titoli finanziari a nuovi minimi.